Il 28 e 29 maggio 2026 abbiamo realizzato il servizio fotografico del WOA 2026 – Workshop dei Docenti e dei Ricercatori di Organizzazione Aziendale, organizzato da ASSIOA presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
Arrivato alla sua XXVII edizione, il WOA rappresenta l’appuntamento annuale della comunità italiana degli studiosi di Organizzazione Aziendale. L’edizione 2026 è stata dedicata al tema “From Doing Resilience to Being Resilient: Organizing Beyond Recovery and Toward Renewal”, con una riflessione su come organizzazioni e società possano andare oltre la semplice capacità di reagire alle crisi per sviluppare modelli capaci di trasformarsi, innovare e rinnovarsi.
Per noi è stata anche un’occasione interessante per affrontare una delle sfide tipiche di chi lavora come fotografo eventi a Roma: trasformare un congresso fatto di interventi, sessioni parallele, presentazioni e momenti di confronto in un servizio fotografico vario, riconoscibile e realmente utile alla comunicazione dell’organizzatore.
Fotografare un congresso senza produrre cento fotografie tutte uguali
Quando si pensa alla fotografia di un congresso, l’immagine più immediata è probabilmente quella di un relatore davanti a uno schermo.
È una fotografia necessaria, naturalmente, ma se un intero servizio fosse costruito soltanto in questo modo avremmo alla fine decine di immagini molto simili tra loro: cambia la persona sul palco, ma la fotografia rimane sostanzialmente la stessa.
Il nostro lavoro parte quindi da una domanda diversa: che cosa sta succedendo realmente durante questo evento?
Al WOA non c’erano soltanto persone che presentavano una ricerca.
C’erano studiosi che si confrontavano, giovani ricercatori che esponevano i propri progetti, colleghi che discutevano un’idea, persone che si incontravano dopo tempo e conversazioni che continuavano fuori dalle sessioni ufficiali.
Il programma prevedeva infatti keynote speech, sessioni parallele, poster session, momenti di confronto, l’assemblea ASSIOA e numerose occasioni di networking. A questi si aggiungeva il Doctoral Consortium, dedicato ai dottorandi e al confronto tra giovani ricercatori e studiosi più esperti.
È proprio questa varietà che deve emergere dalle fotografie.
Il valore è anche in quello che succede lontano dal palco
Durante un evento scientifico o professionale il palco è importante, ma non è necessariamente il luogo in cui avvengono tutte le cose più interessanti.
Una conversazione durante una pausa, una domanda al termine di un intervento, tre persone che discutono davanti a un poster o un relatore che continua il confronto con alcuni partecipanti sono momenti che aiutano a comprendere molto meglio la natura di un workshop.
Nel WOA 2026 le poster session avevano proprio questo obiettivo: permettere agli autori di presentare idee e ricerche ancora in evoluzione e ricevere suggerimenti attraverso un confronto diretto con gli altri partecipanti.
Fotograficamente sono situazioni molto interessanti perché permettono di passare dalla semplice documentazione di un programma alla rappresentazione delle relazioni tra le persone.
Ed è spesso questo che cerchiamo durante un congresso: non soltanto dimostrare che una sala era piena, ma far percepire che all’interno di quella sala stava avvenendo uno scambio.
Fotografare le persone senza interrompere quello che stanno facendo
In un evento di questo tipo la discrezione diventa particolarmente importante.
Chi partecipa non è lì per essere fotografato. È lì per ascoltare, presentare una ricerca, confrontarsi con altri studiosi e lavorare.
Il fotografo deve quindi riuscire a entrare nelle situazioni senza modificarle continuamente.
Significa muoversi senza disturbare una presentazione, scegliere il momento giusto per cambiare posizione, evitare di diventare un elemento di distrazione e osservare ciò che sta accadendo prima ancora di decidere di fotografarlo.
Il risultato che cerchiamo sono immagini nelle quali le persone continuino a comportarsi naturalmente.
Perché anche nella fotografia corporate e congressuale preferiamo che una fotografia sembri un momento realmente accaduto e non una situazione creata per il fotografo.
Il WOA continua anche attraverso le sue immagini
Il programma del WOA 2026 si è sviluppato attraverso giornate dense di incontri: dal Doctoral Consortium alle sessioni scientifiche, dalla keynote alle presentazioni dei poster, fino ai momenti conviviali e alla sessione conclusiva dedicata anche al best paper.
Una volta terminato l’evento, tutto questo rimane nelle pubblicazioni, nei lavori presentati, nelle relazioni nate tra i partecipanti e naturalmente nelle fotografie.
Ed è probabilmente questa una delle funzioni più importanti di un servizio fotografico professionale per congressi ed eventi.
Creare oggi un patrimonio di immagini che l’organizzazione possa continuare a utilizzare domani.
Non semplicemente una sequenza di relatori davanti a un microfono, ma fotografie capaci di mostrare le persone, le relazioni, gli spazi e l’identità dell’evento.
È questo ciò che abbiamo cercato di fare anche al WOA 2026.




